Roma, 20/06/2018 Chi siamo Attività News Circuito Ricreativo Servizi Convenzioni
  Archivio  Usa il tuo Voto  

 Contattaci
 Convenzioni
Tesseramento
 Welcome group
 Trans
 Giovani
 Donazioni



Mastrangelo nuova icona gay
22/04/2008  Comunicato

Da Mottola, piccolo paesino pugliese, alla sfolgorante carriera nella pallavolo per la Roma Volley, Luigi Mastrangelo, detto "Maestro" è la nuova icona gay. Niente più Carrà o Mina o i calciatori stile Kakà, gli omosessuali, al pari delle donne, hanno decretato che l´uomo che si porterebbero volentieri nel talamo amoroso è l´adone Gigi Mastrangelo, classe 1975. Il pluricampione europeo e mondiale, col desiderio di qualche oro anche a Pechino, rilascia al mensile Babilonia una intervista esclusiva, parlando molto di sport e omosessualità e, naturalmente della sua passione per la pallavolo.
 
Ma se non avesse fatto il giocatore?
«Avrei scelto di fare il poliziotto, per fare pulizia di tanta delinquenza».
Babilonia interroga il campione sul problema a dichiararsi omosessuali nelle varie discipline sportive, per paura di essere emarginati.
«Non capisco perché i gay debbano avere difficoltà a dichiararsi. Non siamo aperti abbastanza. All´estero non è così. In Inghilterra o in Germania, per esempio, le cose sono molto più limpide e cercano di combattere l´omofobia anche nello sport. Sì, non dovrebbero avere alcuna paura. Poi forse in Italia sarebbero criticati, ma questo è un problema di chi lo critica, non certo di uno sportivo gay», risponde Mastrangelo.
 
Proseguendo nell´intervista a Babilonia, Mastrangelo, racconta di quanto gli piaccia essere la nuova icona gay: «Ho tanto amici gay. Non ho nessunissimo problema con loro, anzi. E poi ho un cugino omosessuale».
 
Ma, quelli della sua squadra, l´allenatore?
«Forse qualche invidia per il fatto di essere così apprezzato per il mio aspetto sia dalle donne che dagli uomini. Sono contento perché credo faccia bene alla pallavolo, visto che non è conosciutissima. Proprio per questo non pensavo di diventare un sex symbol per le donne. Gli uomini però mi hanno sempre dato più soddisfazioni. L´ho capito anche e soprattutto attraverso le mie amicizie con i gay. Apprezzano di più la fisicità».
 
Mai ricevuto "avances"?, chiede la storica rivista omosessuale.
«Sì, anche da amici», risponde il campione.
 
Poi, Mastrangelo dice la sua sui calciatori: «Quasi ogni domenica muore una persona per il calcio. E questo è terribile. Inoltre mi dà fastidio la sovraesposizione dei calciatori: sempre ricercati. E poi hanno tutti le sopracciglia rifatte. Le trovo molto poco maschili».
 
Non dimentica Pechino, Mastrangelo e a Babilonia dichiara: «Mi rendo conto che c´è un problema politico e umanitario. Se me lo permettessero metterei il fazzoletto bianco. So che tanti atleti hanno paura ad andare ed è una cosa assurda».
 
Sulle adozioni gay è ancor più incisivo: «Penso – dice Mastrangelo – che due omosessuali possano crescere un bambino benissimo. Non ci trovo niente di strano. E´ strano piuttosto il fatto che non sia permesso».
 
Parteciperebbe, anche come testimonial al Gay Pride?
«Sì. Accetterei volentieri. Mi invitate?», risponde con un bel sorriso a Babilonia.
 

 
«Dopo quelli che mi procura mio marito, gli orgasmi che mi dà Zapatero sono i migliori». Esordisce così, Pedro Zerolo in una intervista rilasciata al nostro mensile, dopo mesi di contatti e paziente attesa. Zerolo, ispiratore del matrimonio gay, 48 anni portati con effervescenza, gode della stima e fiducia personale del premier spagnolo: «Insomma Pedro, dopo tutto il polverone che abbiamo creato, quando ti sposi?», ebbe a dirgli dopo l´approvazione della legge.
 Zerolo si racconta e narra della Spagna; della sfida contro l´ingerenza dell´episcopato clericale e anche dell´Italia: «Ho avuto un fidanzato napoletano. La politica italiana ha un deficit di progetti». Suggerimenti?
«La società si deve mescolare, aprire le porte alla diversità. C´è bisogno di una società meticcia, meno arroccata. Per prima cosa l´Italia si deve liberare della pesantissima ingerenza vaticana», è la risposta di Zerolo all´inviato di Babilonia. Ed essendo Pedro un avvocato, dà un bel suggerimento a quanti vorrebbero sposarsi in Spagna ed essere riconosciuti nel nostro Paese.  

Home Gay help Line Roma Home 13 gennaio
Copyright © 2018 Arcigay Roma - webmaster: Daniele Sorrentino