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IL SUCCESSO DEL ROMA PRIDE 2010. COMUNITA' IN PIAZZA
04/07/2010  repubblica.it

Prima un bacio collettivo tra i manifestanti e poi l´avvio del corteo: è partito così il Roma Pride 2010. La parata, che ha avuto come slogan "Ogni bacio è una rivoluzione", è stata aperta dagli organizzatori, tra cui Fabrizio Marrazzo (presidente dell´Arcigay Roma), Imma Battaglia (Di Gay Project), da Vladimir Luxuria e da alcuni esponenti politici del Pd e di Sinistra Ecologia e Libertà.
 
"Abbiamo scelto questo slogan - ha spiegato Marrazzo - perché a Roma diverse persone gay sono state aggredite solo perché si baciavano in pubblico. Questo bacio collettivo è un inno alla libertà di amare e di vivere".
 
Il corteo, centomila persone in piazza, è stato animato come tradizione dalla musica diffusa ad alto volume dai carri, dalle danze e da molti travestimenti originali. Tanti cartelli contro il Vaticano: "Natzinger aggredisce i gay", "Il Vaticano reliquia fascista". A marciare per i diritti degli omosessuali anche una coppia gay con carrozzine al seguito. "Questi sono i nostri figli - spiegano - ma sono nati in California perchè in Italia non sarebbe mai potuto accadere´
 
"Serve un morto prima di fare una legge contro l´omofobia? - si è chiesta durante una pausa Vladimir Luxuria -. Non è una legge per favorire i gay, le lesbiche o i trans ma è una legge di civiltà. Se non si riesce a mettersi d´accordo nemmeno contro la violenza, come si può pensare di fare dei passi in avanti?".
 
Sempre Vladimir Luxuria, citando una celebre battuta del film "Priscilla", ha esortato gli autori del lancio di petardi di sabato notte al Gay Village di farne un "uso più consapevole". "Quei petardi - ha detto - schiaffateveli li così, sarà l´unico scoppio che sentirete nella vostra vita".
 
«PRIDE È DI TUTTI» - «La nostra battaglia ha un solo obbiettivo che tutta la società cresca. Quando siamo aggrediti ci sentiamo soli. Ma non c´è peggior solitudine che la divisione. Il Pride è di tutti. Da qui al prossimo Pride dobbiamo essere uniti. Non permettiamo più la divisione del movimento». Così gli organizzatori dal palco di piazza Venezia dove ci sono stati gli interventi di chiusura dell´edizione del 2010. Lo slogan lanciato dal palco è «unità». A prendere la parola poi è stata l´attrice Violante Placido che ha detto: «A Roma negli ultimi mesi ci sono state aggressione vergognose e Roma deve dare un altro esempio come Capitale d´Italia».
 
Luxuria è poi tornata a parlare del caso del consigliere provinciale del Pdl Zaccai: "Voglio dare il mio attestato di solidarietà al consigliere Zaccai che ha fatto un comizio sentendosi a metà tra Mussolini ed Evita Peron o forse perchè era a San Giovanni credeva di stare al Family day. Questo episodio però - ha continuato l´ex parlamentare - non è né grave né divertente. E´ solo ridicola l´ipocrisia di chi predica bene e razzola male". Infine Luxuria ha lanciato un appello all´unità in vista dell´Europride del 2011: "il Pride non si attacca, un Pride diviso non è un Pride. Dobbiamo presentarci uniti all´appuntamento europeo".
 
Un concetto, quello dell´unità ripreso anche negli interventi di chiusura: "La nostra battaglia ha un solo obbiettivo che tutta la società cresca. Quando siamo aggrediti ci sentiamo soli. Ma non c´è peggior solitudine che la divisione. Il Pride è di tutti. Da qui al prossimo Pride dobbiamo essere uniti. Non permettiamo più la divisione del movimento".
 
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